Mentre i senior azzurri della canoa velocità pagaiano a Belgrado, in Serbia, nella prima giornata di gare del campionato europeo senior di canoa velocità, i giovani talenti azzurri come Andrea Di Liberto proseguono il programma di avvicinamento all’appuntamento continentale junior e under 23 che sarà proprio l’Italia ad ospitare, dal 27 giugno all’1 luglio tra le acque bellunesi del lago di Santa Caterina, ad Auronzo di Cadore.

Caricato dall’argento in Coppa del Mondo conquistato poche settimane fa a Duisburg tra i senior, il siciliano Andrea Di Liberto ha optato, in accordo con il proprio allenatore e con lo staff tecnico azzurro, di concentrarsi sull’evento continentale di Auronzo dove sarà chiamato a confermare quanto fatto di buono in Germania nel K1 200. Settimana quindi di allenamenti e di gare in tv per scrutare i risultati dei senior in Serbia, poi dal 13 giugno il raduno ad Auronzo di Cadore con i compagni di nazionale per preparare l’europeo al quale sono attesi tutti i big della canoa continentale.

Velocista e studente di ingegneria, Di Liberto pagaia per la SC Trinacria e nel palmares vanta anche l’oro mondiale jr e u23 nel K2 200 conquistato nel 2015 in Portogallo assieme al compagno di nazionale Riccardo Spotti, originario di Cremona.

Andrea Domenico Di Liberto è un atleta palermitano, classe 1997, tra i più giovani della spedizione azzurra. Pagaia per la Società Canottieri Trinacria, colori con il quale è cresciuto, ed è allenato da Girolamo Lo Monaco. Vanta già diversi successi a livello giovanile in campo europeo e mondiale: nella categoria Under 23 è stato medaglia di bronzo al Mondiale e d’argento all’Europeo lo scorso anno. Studia ingegneria all’Università degli Studi di Palermo. Sarà sicuramente uno delle punte di diamante all’Europeo Junior e Under 23 in programma ad Auronzo di Cadore (ITA) dal 28 giugno al 1 luglio.

Guarda il video della sua gara e dell’argento vinto in coppa del mondo, poche settimane fa, a Duisburg: https://www.facebook.com/federcanoa/videos/10155543981097717/?t=1

Andrea, per te è stato un inizio di stagione più che positivo. La medaglia d’argento di Duisburg è arrivata inaspettata o la sentivi alla tua portata prima di gareggiare?

“Io da Duisburg non mi aspettavo nulla di cosi bello, pensavo di lottare per il 6/7 posto che avrebbe rappresentato per me già un success, confermando la mia crescita dall’anno scorso a ora; dopo la semifinale però, condotta molto bene, ho iniziato a credere che forse la medaglia non sarebbe stata così impossibile. Anche se ammetto, la consideravo ancora lontana. E invece poi è andata bene e sono riuscito ad arrivare all’argento, ad appena 13 centesimi di secondo dal russo Lukantsov che ha vinto. Diciamo che questa avventura mi ha fatto ingranare nel migliore dei modi la stagione, dandomi grande carica”.

Raccontaci le sensazioni, e descrivici la gara che ti ha portato a questo importante risultato.

Durante la gara sono cresciuto molto dal punto di vista mentale. In batteria ero intimorito dal fatto che anagraficamente ero il più giovane al via. Vincere però la batteria mi ha fatto capire che indipendentemente dall’età, tutto sarebbe potuto accadere. Per la semifinale ho sentito molta pressione perché soltanto i primi due avrebbero preso la finale e nella stessa mia gara avevo il vincitore della prova di coppa del mondo di Szeged e il campione del mondo durante la qualifica olimpica. Avversari tosti, che non mi hanno però impedito di centrare l’accesso alla finalissima. Una volta centrata la finale mi sono allora reso conto di essere una sorta di “ragazzino che rompe le palle”. Essendo il più piccolo non avevo nulla da perdere e quindi da temere. E questa consapevolezza mi ha consentito di gareggiare con molta serenità”.

Con quali ambizioni ti prepari all’europeo di Auronzo e che cosa conosci del campo gara in cui gareggerai? Caratteristiche?

In vista dell’europeo di Auronzo gli obiettivi sono molto ambiziosi: puntiamo indubbiamente a fare udire l’inno italiano tra le montagne e le Dolomiti bellunesi. Ma dovrò stare molto attento: il lago di Santa Caterina è un campo che non perdona perché l’acqua è molto dura e perché l’arrivo è caratterizzato dalla possibile presenza di alcuni piccoli vortici che potrebbero aggiungere variabili incontrollabili alle difficoltà presenti solitamente. Dovremo essere preparati fisicamente, ma anche molto attenti mentalmente e tatticamente.

Canoista medagliato in coppa del mondo e studente in ingegneria. Nel tempo libero (quel poco che ti resta) cosa fai?

Il poco tempo libero che mi resta lo trascorro immerso nelle mie passioni ovvero il mare, i motori e le auto; stando sempre attento a non farmi male o a prendere influenze che potrebbero mettere in seria difficoltà la stagione.

C’è un canoista a cui ti ispiri?

Un canoista a cui mi ispiro è Manfredi Rizza (azzurro a Rio 2016 nel K1 200) che ho avuto la fortuna di conoscere durante la mia prima esperienza con la nazionale nel 2014. In lui ho visto un sacco di determinazione, onestà d’animo e volontà di migliorare.

Come e quando hai iniziato ad andare in canoa?

Io ho iniziato da cadetto A, per caso e per gioco; diciamo che non era lo sport adatto a me o per lo meno non sembrava esserlo; alcuni ragazzi  mi dicevano “ma perché non smetti, si vede che non fa per te…”! Solo che a me le sfide piacciono. E soprattutto nessuno mi può dire che una cosa non fa per me. Casomai sarò io a deciderlo. Sono contento di non averli ascoltati, e di essere ora in nazionale, pronto a sfidare il resto d’Europa tra le acque di Auronzo di Cadore. Aspettiamo un grande pubblico e un grande entusiasmo, noi saremo in azione per dare il massimo!